Tutti voglio fare qualcosa di ambizioso, nessuno considera l'insegnamento, tutti lo snobbano persino i pedagogisti. Come se fosse un lavoro quasi di serie B, ma sarei proprio curioso di veder lavorare queste persone che si occupano di scienze umanistiche in altri ambiti... forse è sbagliato questo ragionamento, potrebbe far sembrare la scuola come un istituto di "collocamento" più come un istituto formativo. Però credo che la vita sia giusto considerarla non come se ci fosse un punto di arrivo, dove per iniziare a fare qualcosa bisogna essere laureati o altro, ma bisogna continuamente evolversi, e tenere in considerazione il poter fare più cose contemporaneamente, essendo pronti a tutto. Sto impazzendo, mi sto chiudendo in un vortice di frasi senza senso solo per sfogarmi, ma in al giorno d'oggi bisogna essere pronti a tutto. Ho un grave difetto, potrei essere preparato ma mi riduco sempre all'ultimo momento, nevroticamente quando devo fare qualcosa comincio a progettarne un'altra senza pensare che sarebbe meno stressante finire prima la cosa che avevo iniziato. Questo mi sta danneggiando parecchio, e vorrei riuscire non a entrare in quel ritmo particolare, perché secondo me non esisto un vero ritmo, vorrei solo razionalizzare e pensare di risolvere prima tutto ciò che serve per il mio futuro e far finta per una volta che in effetti i cazzeggiamenti sono e rimangono solo tali. (Anche se in fondo un po' penso che per realizzare le nostre vere ambizioni proprio i cazzeggiamenti non dovrebbero essere mai mollati).
